Cosa sono le Invasioni Digitali

Cosa sono le Invasioni Digitali

Al via anche quest’anno dal 22 aprile all’8 maggio le Invasioni Digitali. Ma cosa sono veramente e a cosa servono?



Invasioni Digitali – istruzioni per l’uso

Invasioni digitali, maschera Nate nel 2013, le Invasioni Digitali hanno riscosso fin da subito un buon successo ed ogni anno vengono riproposte con sempre più adesioni.

L’idea di fondo è quella di promuovere l’immenso patrimonio culturale italiano attraverso internet ed in particolare i social media. Le Invasioni Digitali rappresentano un modo per diffondere in maniera “virale” le immagini dei nostri musei e dei luoghi d’arte e di cultura.

Sostanzialmente sono delle visite guidate caratterizzate dal fatto che i partecipanti sono invitati a scattare fotografie e girare dei video dell’evento per poi condivederle sui social media. E’ una nuova idea di fruizione dei musei e dei luoghi d’arte e di cultura in genere, molto in voga soprattutto all’estero, in grado di aumentare il senso di appartenenza da parte dei visitatori. Non solo, la condivisione attraverso i social media è in grado di avvicinare alla cultura il pubblico giovanile che si informa prevalentemente attraverso internet.

Come iscriversi ad una Invasione Digitale

Per prendere parte ad una Invasione Digitale è necessario iscriversi al sito InvasioniDigitali.it”, una volta iscritti ed effettuato l’accesso al sito si potrà scegliere l’invasione che più ci interessa tra tutte quelle in calendario. Per facilitare la ricerca si possono utilizzare i filtri e quindi scegliere le Invasioni Digitali in base alla data, alla Regione o alla Provincia.

Una volta che avete individuato l’invasione di vostro interesse potete accedere alla scheda in cui trovate i dettagli dell’invasione e la possibilità di iscrivervi. La procedura di iscrizione sul sito di Invasioni Digitali non è particolarmente complessa e non dovreste aver problemi ad effettuarla da soli. Ad ogni modo è sempre possibile scrivere una mail ai responsabili del progetto, vale a dire Fabrizio Todisco e Marianna Marcucci che solitamente rispondono nel giro di poche ore. Per accedere direttamente al modulo dei contatti potete utilizzare questo link.

Una volta che vi siete iscritti ad una invasione digitale non vi resta che armarvi di smartphone, tablet, macchina fotografica, videocamera, carta e penna e visitare il luogo prestabilito condividendo l’esperienza attraverso i social media.

Come organizzare una Invasione Digitale

Se vi piace l’idea delle Invasioni Digitali e ne volete organizzare una voi potete farlo. E’ sufficiante seguire le istruzioni che vi da la pagina organizza la tua invasione“. Visto che sono capo invasore per la zona di Tortona in provincia di Alessandria, vi posso dire per esperienza che, dopo aver seguito la procedura di iscrizione è sempre meglio mandare una mail a Marianna, direttamente oppure  attraverso il modulo contatti.

Tenete conto che ogni Regione ha un ambassador, vale a dire un referente. Una volta accreditati come capi invasori potete mettervi in contatto con l’ambassodor della vostra Regione. L’elenco di tutti gli ambassador lo trovate alla pagina Chi siamo“.

Condividere l’esperienza sui social media

L’importanza del coinvolgimento di internet e dei social media è un passo importante per i musei.

Oggi la visita ad un museo è vissuta come esperienza dai visitatori che cercano un coinvolgimento attivo, vogliono far parte della comunità legata al museo. In altre parole vogliono poter dire: io c’ero! Io ci sono!

Il valore di una esperienza è sempre più legato alla possibilità di essere raccontata, lo strumento per farlo sono proprio i social network, le reti sociali che si creano nelle piattaforme di social media.

In un mondo “due punto zero”, i privati, i singoli cittadini, possono giocare ad armi pari contro i colossi dell’informazione. Capita spesso che un racconto di qualche nostro amico (spesso sono le donne ad avere più “audiance“) abbia lo stesso successo e la stessa visibilità in rete delle notizie dei media di informazione tradizionali.

Soprattutto i millenials fanno un uso quasi esclusivo dei social media  per accedere all’informazione. I millenials, per chi non lo sapesse sono coloro i quali sono nati dopo l’anno 2000 e che quindi sono nati già nell’era del computer.

Invasioni Digitali e Social Museum

Le invasioni digitali sono un’iniziativa che va incontro alle direttive del rapporto civita, che vorrebbe i musei come soggetti dell’innovazione nell’utilizzo delle tecnologie social. Ad ogni modo, il dialogo con i millenials non è l’unico vantaggio che può ottenere il museo quando decide di diventare social. Tra gli altri ricordiamo:

  • Costruzione di una comunità che partecipa alla vita del museo e che ne crea un racconto;
  • Svolgere il ruolo di divulgatore della conoscenza e dell’utilizzo dei social media in un’ottica extra-ludica, non solo di gioco ma anche produttiva, che genera un risultato;
  • Conoscere come viene percepito il museo e quindi poter agire di conseguenza: confermando o correggendo la politica di comunicazione;
  • Generare dei database, chiamati open data, vale a dire degli archivi a cui poter accedere;
  • Aumentare la propria visibilità presso un pubblico più ampio.

Le invasioni digitali e la promozione del territorio

Le invasioni digitali si rivelano molto utili per la promozione del territorio, esse sono a tutti gli effetti uno strumento di comunicazione.

Sono molto importanti per la costruzione di comunità, sia la comunità interna, vicina geograficamente al museo che, come detto, si sente più partecipe ed acquista il ruolo di “narratore”, sia verso il mondo esterno che avrà l’occasione di conoscere realtà culturali nuove con la possibilità di programmare un viaggio per viverne l’esperienza diretta sul territorio che le ha sapute generare.

Appuntamento con tutti quindi a partire dal 22 aprile e fino all’8 maggio 2016 per le #InvasioniDigitali.

A seguire due video realizzati in seguito alle Invasioni al Villaggio Leumann di Collegno (To) che hanno doppia utilità: da un lato spiegano esaurientemente cos’è una invasione digitale, dall’altro possono esser prese come modello per relizzare il video di altre invasioni.

Invasione del 2014

Invasione del 2015

 





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