Evoluzione del turista dal dopoguerra ad oggi




Dal dopoguerra ad oggi si è assistito ad una evoluzione del turista che si è fatto via via sempre più consapevole ed esigente.

Totò a Milano

Evoluzione del turismo

La prima generazione: il turista del dopoguerra

I primi turisti, appena finita la seconda guerra mondiale, si muovevano con molta fatica. In quella situazione, il fatto stesso di riuscire ad andare in vacanza era la cosa più importante. Solo la classe sociale molto ricca poteva permettersi i Grand Hotel. La nascente classe medio-alta doveva accontentarsi di poco sia a livello di destinazione da raggiungere che di servizi offerti.
Solitamente non ci si rivolgeva ad intermediari e chi offriva ospitalità non era tenuto a curare più di tanto l’offerta che avveniva per un turismo che si accontentava di qualunque cosa gli venisse offerta.

Turista del boom economicoLa seconda generazione: il turista del boom economico

A seguito del boom economico, negli anni sessanta, si diffonde il turismo di massa. Le città in agosto si svuotano e i loro abitanti si recano in località in grado di offrire le comodità, i servizi e le abitudini della vita quotidiana. Si parla anche di turismo standardizzato.
Il turista di seconda generazione si sente rassicurato nel ritrovare alberghi e località turistiche con caratteri urbani. Sono gli anni della speculazione edilizia e della crescita smisurata del “cemento” sia in città che nelle località di villeggiatura.
E’ questo il periodo in cui si registra la crescita delle vacanze organizzate, “prevedibili ma sicure”. Nascono catene di alberghi in grado di offrire a tutti lo stesso servizio, indipendentemente dal contesto in cui sorgono.
Una sacca di turisti che si sentono rassicurati da questo tipo di vacanza che, solitamente, non riserva sorprese è sopravvissuta fino ai giorni nostri. Sono coloro che cercano in vacanza gli stessi comfort che trovano a casa loro.

turista viaggiatoreLa terza generazione: il turista viaggiatore

Contemporaneamente ai primi segnali di crisi industriale, verso la fine degli anni ottanta del novecento, anche il turismo standardizzato perde parte del suo fascino. Nasce una nuova generazione di turisti: coloro che amano definirsi viaggiatori, proprio per sottolineare la differenza con i tradizionali turisti che si muovono in gruppi organizzati e numerosi. I viaggiatori sono turisti esperti e sofisticati che sanno dove vogliono andare ed in che modo  muoversi, una volta raggiunta la località prescelta, poi, hanno gusti precisi sulle attività da svolgere. Sono turisti che non temono problemi ed imprevisti e che cercano un contatto con lo spirito del luogo che visitano.

Giancarlo Dall’Ara (2015) individua almeno cinque caratteristiche che caratterizzano questa “ondata” di turisti:
– richiesta di una personalizzazione dei servizi turistici, l’acquisto della vacanza è un modo per esprimere la propria personalità;
– richiesta di esperienze autentiche. Questo si ricollega ad una più generale ricerca di identità in risposta allo sradicamento che comporta la nostra società. La vacanza diventa un modo per tenersi lontano dai fenomeni di globalizzazione;
– ricerca di un legame con la comunità ospitante al fine di essere considerati residenti temporanei più che turisti o consumatori;
– esigenza di informazioni. Il “viaggiatore” desidera conoscere già prima di partire le mete che poi raggiungerà, confronta le mete tra loro, si informa sui prezzi ed in generale considera la vacanza come una occasione per apprendere cose nuove;
– Le relazioni sono diventate il cuore dell’esperienza turistica e quindi il prodotto/servizio turistico offerto deve essere in grado di creare e facilitare le occasioni di socializzazione tra turisti e residenti e tra i turisti e visitatori tra di loro.

Il turista di terza generazione ricerca lo spirito dei luoghi e le relazioni con le persone residenti. Indipendentemente dalla fascia sociale e di età, il nuovo turista sa auto-organizzarsi e ritagliarsi vacanze su misura e legate al territorio.

Turista digitaleLa quarta generazione: il turista digitale

I “comportamenti” di viaggio dei nuovi turisti viaggiatori si sono molto radicati, se all’inizio degli anni novanta questi erano una minoranza, possiamo dire che al giorno d’oggi sono diventati quasi la norma.
La rivoluzione digitale, poi, ha amplificato la possibilità di scelta ed ha dato vita a nuovi comportamenti. Si parla quindi di turista “aumentato” dalla facilità con cui può accedere alle informazioni. E’ attento ed esigente: verifica, confronta e paragona le informazioni, si aspetta risposte tempestive, esperienze uniche e personali, è attento ai valori relazionali e al “dietro le quinte”. Attrezzato di smartphone o tablet sceglie la destinazione sempre più spesso in funzione della condivisione delle esperienze di viaggio sui social media.

Con la quarta generazione di turista, aumenta anche il bisogno di innovazione: si va verso un turismo slow e rispettoso dei luoghi senza disdegnare arredi e servizi di design e tecnologici. In funzione della condivisione sociale la vacanza acquista valore quanto più originale e unica, quanto più il suo valore simbolico è in grado di diventare un feticcio per chi la vive.
E’ evidente come il prodotto turistico segua le regole del mercato post-moderno che caratterizza il bene inteso come valore esperenziale. La facilità del consumatore di passare da una forma di esperienza turistica ad un’altra senza vivere questo passaggio in maniera contradditoria. L’atteggiamento attuale è lontano dal paradigma ideologico tanto caro al secolo scorso, anche quando la scelta si indirizza verso il turismo sostenibile la decisione non è dettata da scelte impegnate ma piuttosto da aspetti più immateriali ed intimi legati alla “cultura del momento“.
Se il turista di terza generazione cercava le relazioni, quello di quarta generazione ha un vero e proprio desiderio di comunità: fare esperienze insieme ad altri, sentirsi parte di un gruppo, creare reti di amicizia, aumentare il bagaglio dei legami di appartenenza.
E’ iniziata l’era del viaggio collaborativo in cui le parole chiave sono connettersi e condividere.

Foto: Formazione turismo, Istituto Fumagalli, Liligo, Digital marketing turistico.




BIBLIOGRAFIA

G. Dall’Ara, (2010, 2° ed. 2015), Manuale dell’albergo diffuso. L’idea, la gestione, il marketing dell’ospitalità diffusa, Franco Angeli, Milano.
G. Fabris (2004), Il nuovo consumatore: verso il postmoderno, Franco Angeli, Milano.
O. Lofgren (2001), Storia delle vacanze, Bruno Mondadori, Milano
Ph. Pearce (2005), Tourist Behaviour: Themes And Conceptual Schemes, Channel View, Clevendon
N. Wang (2000), Tourism and Modernity: A Sociological Analysis, Pergamon, New York-Oxford