IAT – Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica

Lo IAT, ufficio Informazioni e accoglienza turistica è un luogo chiave per il successo delle località turistiche, a patto che risponda a precisi requisiti.

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Lo IAT è il luogo di riferimento per il turista

Non si deve cadere nella trappola di pensare che sia sufficiente “vendere” luoghi, prodotti e servizi; sono necessari, questo è vero, ma non sono sufficienti ad un turista che cerca principalmente esperienze relazionali, basate proprio sullo scambio comunicativo. Il visitatore vuole”riconoscersi” nel luogo abitato temporaneamente e vuole vivere il tempo del suo soggiorno turistico come un’occasione straordinaria da ricordare.

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La politica dell’accoglienza e gli IAT

Per rispondere a queste esigenze bisogna dedicare molta attenzione alla politica dell’accoglienza. I luoghi turistici devono saper trasmettere un’immagine ospitale del territorio ed essere disponibili a prendersi cura delle diverse esigenze dei visitatori, anche e soprattutto in caso di lamentele. Così come avviene nelle aziende turistiche private, attraverso appositi reparti (reception) ed eventi (cocktail di benvenuto; cene di gala col Comandante), anche le località turistiche devono essere in grado di facilitare l’incontro tra l’ospite temporaneo e le persone che in quel luogo risiedono e lavorano. Questa funzione è solitamente affidata alle associazioni Pro loco e agli IAT, gli uffici di informazione e accoglienza turistica. Essi hanno una grande responsabilità perché sono il biglietto da visita di una località e devono essere in grado perlomeno di fornire informazioni sulle risorse del territorio, sugli orari di musei, uffici e trasporti pubblici, sulle iniziative turistiche disponibili e distribuire cartine, guide, opuscoli informativi. Devono inoltre pubblicizzare gli avvenimenti locali, le mostre, le manifestazioni sportive e nel farlo devono saper trasmettere un’immagine ospitale del territorio.

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Requisiti di uno IAT di successo

Gli uffici di accoglienza turistica di successo sono posizionati in luoghi ben visibili e facilmente raggiungibili. Sono concepiti e “realizzati come spazi di relazione, in cui avviene una integrazione simbolica tra la comunità ospitante e l’ospite, realizzando un “ambiente intermedio” dove il visitatore, quale che sia la “motivazione prevalente” del soggiorno, possa sentirsi un po’ a casa sua.” (Faggiani, 2011, p.16). Faggiani (2011, p.18) prosegue consigliando che “anche un piccolo centro di informazione potrebbe essere concepito come un luogo relazionale o di intrattenimento: un luogo dove sia possibile consultare una guida cartacea senza doverla necessariamente acquistare, spedire una e-mail utilizzando un internet point ad accesso gratuito o un collegamento wi-fi, conversare con altre persone e, perchè no?, bere un caffè (per gli italiani) o un cappuccino, che fa tanto Italian life, per i turisti stranieri.”

Lo IAT e le politiche territoriali

La cultura dell’ospitalità, oltre che negli uffici preposti all’ospitalità stessa, deve essere trasmessa agli abitanti, in particolare a chi lavora a contatto col pubblico, invitandoli a superare la naturale insofferenza che si prova nei confronti dei forestieri. L’ospitalità dimostrata dalle persone con cui viene in contatto è fondamentale per far percepire al turista di essere stato accolto dalla comunità, ad immergersi in essa e a partecipare alla vita della comunità, spendendo denaro e quindi creando beneficio all’economia locale.

Marchio internazionale di uno IAT informazioni e accoglienza turistica

BIBLIOGRAFIA

DALL’ARA G. (2005), Il marketing del passaparola nel turismo, Agra, Roma.

DALL’ARA G. (2012), Accoglienza turistica e gestione degli uffici informazione. Normativa, marketing, casi e progetti. Con CD-ROM, Halley Editrice, Matelica.

FAGGIANI G. (2011), Guida alla promozione turistica. La comunicazione delle località dei prodotti e delle occasioni, Cedam, Padova.