Marketing territoriale

Marketing territoriale
Newcastle-Millennium-BridgeLe città post-moderne sono sempre più «protagoniste»: sono diventati meno gerarchici i rapporti centro-periferia a favore di un “federalismo decisionale”. Contemporaneamente si è ridotto ed è cambiato il modo con cui le amministrazioni locali ottengono le disponibilità economiche.  A questo si aggiungono i nuovi scenari internazionali imposti dalla globalizzazione con il conseguente aumento di competizione/cooperazione tra aree urbane e territoriali.
Si stanno creando dei network di città che, da un lato collaborano nello scambio di informazioni e competenze al fine di avere un vantaggio comune sugli investimenti, dall’altro competono (specie quelle simili per dimensione e caratteristiche) per contendersi risorse materiali e immateriali, visibilità, prestigio ecc. Nel farlo, ricordano molto da vicino quanto avviene nel libero mercato: imprese e professionisti sono in competizione tra loro per accaparrarsi i lavori ma, contemporaneamente, sono cooperanti in associazioni, ordini, reti professionali.
I tradizionali strumenti amministrativi non sono più adatti alle nuove logiche di coooperazione e competizione, diventa necessaria la cooperazione (governance) tra soggetti diversi pubblici e privati (economici, politici, socioculturali ecc.) al fine di redigere specifici progetti condivisi e sviluppare strategie più o meno unificate di intervento.
Acquista importanza il marketing territoriale, cioè di quell’insieme di azioni promozionali di un territorio, inteso come come «prodotto da vendere», puntando ad attrarre investimenti economici, insediamenti produttivi, flussi turistici, fiere e congressi ecc. Al pari di qualunque altra campagna pubblicitaria Il marketing territoriale ha lo scopo di individuare le immagini più efficaci e «seducenti» da associare al prodotto territorio e di pianificare la campagna promozionale con tempi e modi ottimali.
BIBLIOGRAFIA
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